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Quend la fadiga supera al gost, smola la figa e taca al lambrosc
visitato 26578*loading* volte, se vi sembra poco

ci ho pensato a fondo.
il tema era scottante.
penso che bisognerebbe fare una legge per cui diventi obbligatorio mettere il crocefisso in tutti i monolocali dei trans.
la metà oggi compie "un certo numero di anni la cui scomposizione in fattori primi è il prodotto del secondo primo dispari elevato all'unico primo pari per lo stesso pari".
parole sue. io ci credo e per me il risultato è 30.
o il lodo era una legge ad personam per berlusconi, e allora era ingiusta.
o il lodo non era una legge ad personam per berlusconi, e allora non capisco perchè si è incazzato tanto.
non si tratta di un post allegro, questo l'avrete intuito dal titolo.
quelli della mia generazione avranno già capito di cosa vado a parlare, e non voglio neanche tirarla troppo per le lunghe rischiando di perdermi nelle spire della solita retorica.
però vorrei almeno raccontarvi degli almeno vent'anni passati vicini. perchè se ci pensate venti anni sono tanti e creano un legame. avevamo condiviso un sacco di esperienze insieme: i viaggi, le stagioni, le mangiate eccessive e le bevute ancora maggiori. cose così, che sembrano poco e invece, a ripensarci, sono i veri pilastri che creano un'unione profonda e unita come la nostra. non uso la parola amicizia perché non basta, non è abbastanza.
e poi, quasi piangendo, non posso scordare le avventure con le donne. insieme.
abbiamo cominciato a conoscere le donne insieme, prima ancora di incontrare la metà. e ora quel maledetto ultimo buco che ci divide per sempre.
quando si percorrono certe strade si sa cosa aspettarsi, nell'incoscienza giovanile possiamo anche fregarcene o addirittura, come abbiamo fatto, riderci sopra e dichiarare che è quello che vogliamo. NON è quello che vogliamo, lo capisco ora.
il fatto è che di buchi sembravano essercene ancora molti nel suo futuro, voleva solo quelli e magari passarli uno dopo l'altro (ma usiamo la parola giusta VIVERLI) insieme a me. tutto d'un colpo è arrivato il tuo ultimo buco. vecchia pellaccia che non eri altro. perché? ne è valsa veramente la pena?
certo, speravo di avere più anni da passare vicini, cazzo non ne ho neanche quaranta e già la mia cintura di cuoio comprata a venti anni da quell'artigiano modenese è arrivata all'ultimo buco disponibile e mi stringe anche. non mi rimane che buttarla via.
che voi sappiate potrebbe essere che sia stata la cintura ad accorciarsi?
questo post ha perso la residenza, si trova in cassa integrazione. reietto e sfigato come il mozzo del bounty.
cosa mai può aver fatto di così grave il mozzo del bounty se non l'essersi imbarcato su una nave comandata da quei capitani?
non è che devo dire molto, solo che ho passato un paio di giorni e di serate che mi servivano e, come mi è sempre capitato in quella città, ho trovato le persone che me le hanno concesso. così, senza tante storie. mi piace pensare che sia stato per amicizia.
avevo bisogno di tanto e di niente, di uno spazio e di un pieno, di leggerezza e di carattere. se si esclude un unico momento in cui non sono riuscito ad evitarmi (una mezzoretta di sabato sera al ristorante) per il resto ho solo goduto.
una cosa anche mi è parsa strana: davvero ho detto a loma qualcosa sul lucidarmi la cappella? mi suona strano, non è abitualmente nel mio linguaggio, immagino comunque lui abbia capito cosa volessi dire.
e non è stato solo il cabernet o la grappa (a proposito ma chi ha poi pagato quelle bottiglie di domenica?).
non chidetemene più, non posso rilasciarne.
quest'uomo ha l'esclusiva.
"è necessario che le persone condividano sempre le finalità dell’organizzazione di cui fanno parte."

son monotematico in questi tempi e me ne scuso.
per qualche attimo smetto di grattarmi e guardo curioso ai motivi.
e chiedo. senza storie e senza motivi semplicemente chiedo. senza spiegazioni e senza pudore. e arriva pronta e attenta la risposta.
se potessi abbracciarli con vigore, e dimenticare di birra e ubriaco il sudore, li abbraccerei forte davvero, tutti coloro che hanno risposto.
solo comprendere che ognuno, che mette in gioco il proprio nome per una causa piccola e inutile per farla diventare grande e importante, è lui stesso grande e importante.
se potessi in poche parole raccontare del facchino che mi chiede di tener la schiena dritta e di non piegarmi, se potessi raccontare in poche parole della cameriera, sempre trattata come tale, che mi chiede per una volta di tener alta la testa e di guardare al padrone negli occhi per dire son UOMO anche io.
se potessi, con le mie parole, raccontare di chi si sente mulo sfruttato a girar la macina e non capisce perché non è stallone. se potessi, veramente, descrivere le bassezze dei ricatti e le altezze degli uomini che li subiscono.
se riuscissi davvero a descrivere queste cose, ci sarebbero migliaia di persone che farebbero a gara per sostenerci.
non riuscendoci, non avendone i mezzi, gli eloqui, gli argomenti, allora ringrazio, per la fede, per la fiducia, per il credito chi ci segue fino ad ora.
vi sembran poche 50/60/70 persone?
a me sembrano tanti, perché lo son convinti. convinti dalla nostra storia. convinti non dalla maschera, ne dall'arte dell'attore, ma dalla realtà delle persone. si tratta, in fondo, solo di una faccenda di persone vere.
grazie.
se mi aiutate a diffondere questo link magari riusciamo a rendere più visibile la situazione che viviamo in azienda. grazie.
voto a favore di questo caldo. io godo nel caldo. mi ci crogiolo. mi ci sciolgo dentro e mi immergo tra le mie goccioline di sudore nella quiete e nella noia immobile e assoluta.
certo se invece di essere sul balcone a bere birra gelata avessi dovuto passare il pomeriggio a scaricare un camion di ghiaia probabilmente avrei un giudizio diverso sulla stagione (ma anche sulla vita).
i contadini cinesi e giapponesi, quando devono spostare il fieno, usano il forcone o due grosse bacchette?
tornare a casa dal lavoro e sorprendere la metà che intrattiene tre ragazze diciannovenni.
eppure a volte non mi spiacerebbe essere quelli di quei tempi là,
sarà per aver quindici anni in meno o avere tutto per possibilità...
se è tardi.
vaffanculo anche questa notte, e domani che sarà anche peggio.
non puo' essere diversamente.
una cosa positiva dei periodi in cui hai pensieri, tipo di lavoro, è che pensi meno alla figa.
ok, va bene. ho detto una cazzata.
la peggior cosa è vedere con quale stupidità spesso si vede gente schiantarsi contro i muri dell'idiozia.
tu sei lì, saresti anche parte in causa, e non sai bene il motivo, ma è come se prevedessi il futuro. vedi ogni singola conseguenza di ogni singola mossa che stanno facendo. glielo dici, lo ripeti e loro niente, allora andate a fanculo, mi metto da una parte a vedere lo scontro. perché non siete altro, poveri imbecilli, che una banda di idioti.
1984, luglio. pianura padana.
"zio porc se è dura"
ma in fondo non penso proprio a questo, penso solo ad una cosa, e la penso al ritmo giusto. penso alla gamba destra, giù.
poi alla gamba sinistra, giù.
poi destra, giù.
sinistra, giù.
destra, giù.
sinistra, giù...
ma quanto cazzo è lunga la strada per arrivare.
la mia legnano da uomo mi sembra una carrera. certo non ho il manubrio adatto, ma finalmente riesco a stare su delle ruote del "28, ho il cambio, i polmoni di un quattordicenne e, soprattutto, voglio arrivare prima di andrea. zio porc però, è dura. va come un matto quello là, con la sua bianchi celeste, deve essere quella.
non c'è il mortirolo vicino al panaro, ma sembra tutta una salita comunque, quando senti la bocca secca, il sudore che infradicia la tua fruit e le gambe (zio porc, le gambe!) come legni.
se fossi come fignon o come hinault col cazzo che sarei dietro ad andrea. andrei come un treno, andrei. zio porc.
destra, giù.
sinistra, giù.
...
il genere frega. ad esempio:
io mi vestivo di ricordi
per affrontare il presente
e ripensavo ai primi tempi
quando ero innocente
a quando avevo nei capelli
la luce rossa dei coralli
quando ambizioso come nessuno
mi specchiavo nella luno
non funziona.
niente da fare. non funziona.
locuzione colorita (giallo paglierino, per l'esattezza) che significa fare un errore, prendere una cantonata. anche "pestare una merda" è un'espressione colorita (generalmente in varie tonalità di marrone) dal significato analogo.
quindi bisogna fare molta cautela durante le operazioni di minzione, ma anche nnelle semplici passeggiate, per evitare gli sbagli.
insomma, tutto per dire che, comunque ci muoviamo, è facile sbagliare e poi pulire diventa sempre un'operazione assai spiacevole e maleodorante.
dovremmo sempre guardare dove indirizziamo i nostri scrosci e anche fare attenzione a dove mettiamo i piedi ad ogni passo. purtroppo in questo modo non avremmo più la possibilità di usare la vista per guardare il cielo, operazione ben più interessante. allora forse sarebbe più semplice impostare la propria vita semplicemente tenendo un paio di guanti e uno straccio a portata di mano.
ah, sì. quasi dimenticavo. c'è anche il problema di chi lava poi lo straccio e pulisce i guanti. ma per quello è sufficiente, il più delle volte, comprarli nuovi.
Perché non posso votare zapatero? in diretta dalla preelettorale