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Quend la fadiga supera al gost, smola la figa e taca al lambrosc
visitato 26578*loading* volte, se vi sembra poco

potrebbe essere una metafora della vita, potrebbe essere il solito post a sfondo maniac-sessuale. è invece parlo di cucina, di pesci e di vino.
per il genetliaco della metà sono state approntate delle passere in saor. il piatto forse più conosciuto con tale condimento è sarde in saor. un trionfo della cucina ex povera. cipolle, aceto e sarde (o passere).
le sarde hanno un sapore deciso, che esce facilmente, arricchendosene, dal delirio di gusto della cipolla annaffiata dall'aceto, si mangiano in modo relativamente facile, si spinano in un attimo e si mangia praticamente tutto.
le passere no, sono pesci ben strani le passere, sembra che un sub con le pinne abbia schiacciato questi animaletti appiattendoli al suolo. sono più difficili da mangiare, hanno un sapore più delicato che esce solo se le mangi con attenzione. e con attenzione vanno mangiate, non soprapensiero, che sono difficili da "sbucciare", hanno poca polpa e poca consistenza.
ci credo bene che tutti conoscono le sarde in saor e meno le passere. le sarde sono semplici e immediate.
invece il piacere supremo della pazienza premiata e della delicatezza sposata alla prepotenza cipollosa, valgono bene il sacrificio.
quindi la scorsa serata è stato un trionfo di mani ipiastricciate dai sughi del saor, di lische al bordo del piatto, di lingue soddisfatte che leccavano i baffi.
e poi, a sorpresa, il vino. indovinato quasi per caso.
guardando la cantina stavo andando con mano decisa verso un "bosco eliceo doc", vino di sabbia, appena frizzantino, asprognolo e acidulo, adatto a pulire la bocca e il palato dalla persistenza del pesce. sarebbe stata la scelta logica. invece mentre ero in cantina vedo la carta dorata dell'ultima bottiglia di cartizze che mi guarda con aria pettegola. provocante mentre mi fa l'occhiolino, con la preziosità che lo distingue dal comune prosecco mi si offre con le lusinghe delle sue terre. e io, lo so, cedo volentieri alle lusinghe.
è stato un attimo. perchè no? perche non osare l'abbinamento?
e il cartizze non ha deluso, ha fatto il suo lavoro esaltando la delicatezza delle passere e mitigando l'aggressività del saor.
oggi, dopo due giorni, sono ancora qui a ripensarci soddisfatto. piacere puro.
